Cuba libre?

luglio 16th, 2010
Un peso cubano.

Un peso cubano. Entrata a la Habana 8 de Erero 1959.

Ogni tanto il lavoro nobilita. Ho avuto la possibilità per lavoro di trascorrere alcuni giorni con una delegazione cubana in visita in Italia.
Nonostante il gap linguistico abbiamo parlato, con il sorriso sulle labbra, di tutto: lavoro (tocca…), agricoltura, Italia, calcio (tifavano Argentina ai campionati del mondo), cibo italiano (non sono buongustai), fiori (sono rimasti stupiti dalle moltitudine di colori dei fiori italiani…), birra, ma dpo un po’ tornavano a parlare sempre di donne ;)

Ma io volevo farmi raccontare Cuba, così li stuzzicavo con domande sulla sua storia, la rivoluzione, il sistema scolastico, il sistema sanitario, l’economia, lo sport (ho commosso il buon Pedro citando a memoria i 2,45 mt saltati dal primatista mondiale di salto in alto Sotomayor), musica, cinema di animazione, ma dopo un po’ tornavano a parlare sempre di donne ;)

Il riassunto: Cuba è un paese del terzo mondo a livello economico, del primo per sanità e sistema scolastico.
Cuba vive con la spada di Damocle dell’embargo degli Usa e con la speranza (fino ad ora delusa) che Obama cambi la situazione.
Mi ha raccontato inoltre di sabotaggi batteriologici alle coltivazioni e di attentati terroristici in cui mori anche un italiano subiti da Cuba e di come l’embargo abbia ripercussioni anche sul turismo: ogni nave che sbarca a Cuba non può attraccare per 5 anni in un porto Usa. Incredibile.

Arrivato l’ultimo giorno della loro visita, non resisto, devo fare una domanda politicamente scorretta: “Pedro, non ti piacerebbe ci fossero più partiti a Cuba?
La sua risposta non si lascia attendere, anzi: “I politici, le classi dirigenti curano i loro interessi non gli interessi del popolo, che cosa cambia sceglierne uno o l’altro?”
Ripenso all’Italia. Ai politici italiani… “Parliamo di donne, Pedro?!?!??”

Cronaca: il sistema è un ammalato cronico

giugno 11th, 2010

L'Inps gira intorno a sè stesso

Mi sono ammalato. Quasi 39 di febbre. Non male, penso (infatti non sono lucido ndr)
Chiamo il medico per sapere come mi devo comportare. La prassi? Andare in ambulatorio per farsi fare il certificato medico. Potrei farmi anche visitare a casa ma, ma, ma, ma…. il medico inizia ad elencare una serie di condizioni / complicazioni che mi fanno desistere.
Mi pare assurdo dover uscire di casa con 39 di febbre, prendere l’automobile in condizioni di non assoluta lucidità, entrare nella sala d’aspetto (ricettacolo di batteri a mia volta potenziato) di un ambulatorio. Mi pare assurdo ancora di più se a consigliarlo è un medico. Personalmente non me sento. Mi scoppia la testa. Fortunatamente mia madre è disponibile quella mattina.
E per chi non ha tale possibilità? Chissenefrega pensa il nostro sistema sanitario. Il paziente (inizio a capire perché lo si chiama così ndr) si metterà alla guida in condizioni precarie, rischierà di peggiorare la sua salute e magari influenzerà (vale a dire, farà influenzare) qualche vecchietto in sala d’aspetto la cui difesa immunitaria è un colabrodo (vedi difesa delle Juve di quest’anno ndr).
Un po’ per stakanovismo (al lavoro sentono subito la mia mancanza ;) ndr ), un po’ per masochismo mi faccio dare solo 2 giorni di malattia.
In fondo sono un inguaribile ottimista.
Bene, ma non è finita. Occorre portare il certificato all’Inps, che rimane aperto rigorosamente secondo le sue esigenze. Non sicuramente in funzione delle esigenze dei pazienti cittadini.
Infatti apre alle 9.00 e chiude alle 13.00 (tranne il martedì, festa grande, in cui si concede fino alle 17.00). Coincide proprio con l’orario di lavoro del 90% dei lavoratori. Grazie Inps.
Malauguratamente i 2 giorni richiesti non mi sono sufficienti per guarire, così sono costretto a riaffrontare la trafila.
Stavolta in prima persona. Prendo l’auto, vado dal medico, ascolto la rassegna (stampa) dei malanni dei vecchietti presenti, che allietano i miei 45 minuti di attesa per un semplice prolungamento del certificato senza che il medico mi degni neppure di una vis(i)ta.
Concludo che il medico avrebbe potuto compilare il certificato senza che dovessi andare direttamente là. La segretaria poi mi ricorda di portare il certificato all’INPS. Me la serve su un piatto d’argento!
Le esplicito il mio disappunto per un sistema che costringe a girare come uno scemo il paziente (personalmente non lo sono già più ndr) quando, semplicemente e a costo zero, il dottore (o la sua segretaria) potrebbero inviare i certificati via mail all’Inps. O ancora meglio attraverso un sistema informatico appositamente realizzato. Mi risponde prontamente che prossimamente arriverà una soluzione.
Esco dall’ambulatorio, pensando a come l’anno scorso mi fosse stato risposto nello stesso modo.
Riassunto: io sono ammalato. Il sistema anche. Io guarirò. Il sistema?

PS: il mio disappunto l’ho espresso anche all’Inps. Lì, mi è stato risposto che comunque esiste la possibilità di inviare il certificato medito via posta inviandolo tramite raccomandata.

La storia è ovunque

maggio 12th, 2010
Casa Tassoni in Località Fanano (Mo)

Casa Tassoni in Località Fanano (Mo)

Riguardavo le foto di un week end sulla neve nell’appennino modenese, località Fanano.
Sulla facciata del bell’edificio in pietra si erge una targa commemorrativa che non lascia spazio a fraintendimenti, ma alle emozioni sì: lì si è vissuta una storia e si è fatta la Storia. Anche la tua, la mia e di chi la rinnega.
Siamo circondati da questi luoghi, non dimentichiamolo.

La formula degli abUSA

aprile 22nd, 2010

pullman-camper che traina suvtirHummer, un auto non proprio eco

Automobili con 6 ruote che ridicolizzano i vostri suv, pullman trasformati in camper abnormi che trainano suv, bibite piccole “più grandi delle nostre bibite grandi” che si possono riempire infinite volte gratuitamente (quanto è peccaminoso il refill?!??!?!), omoni e donnone una volta uomini e donne prima della dieta ipercalorica, aria condizionata sparata direttamente dall’Alaska che gela gli hamburger a tre piani + mansarda. Supermercati veramente super. Tir che fanno tremare la terra dalla paura.
Il sogno americano per (auto)alimentarsi abUSA di risorse.
Negli Usa tutto è grande anzi tutto è più grande.
Da questi postulati si ricava la seguente formula:

Stati Uniti d’America = Italia 2

E pensare che non siamo passati dal Texas dove a sentire il famoso detto “everything is bigger in Texas” c’è da sentirsi lillipuziani.

You can (‘t)

marzo 9th, 2010

Divieto a 360°

Tu no, ma qualcuno può. In Italia.

Che razza di paese siamo?

febbraio 16th, 2010

Forse il razzismo (non) esiste. L’ignoranza però persiste.

Modi di dire d’oltreoceano

febbraio 10th, 2010

Obama in versione joker per le strade di San Francisco

Alcuni modi di dire sentiti in USA in onore ed in onere del presidente Barack Obama.

1. alloggiare in una Barack!
costruzione di tipo rustico e posticcio, solitamente in legno o altro materiale

2. quell’azienda è una Barack!!
mandare avanti la Barack

(senso figurato) azienda, istituzione, organizzazione specialmente se poco stabile

3. andare in Barack
crollare, fallire

4. piantare Barack e burattini
interrompere, lasciare in tronco un’occupazione, una situazione

5. fare Barack!
(giovanile) fare confusione tutti assieme, fare baldoria

Dlin Dlon! Treno InterNation in arrivo! Prendilo!

settembre 8th, 2009

Amo viaggiare in treno. Nonostante odi Trenitalia.
Mi piace il treno perché puoi parlare con un ragazzo polacco che ti racconta
> di essere arrivato in Italia a 19 – 20 anni, con la speranza di aiutare la propria famiglia in Polonia
> di avere dato 600 euro ad una ragazza sua connazionale in cambio di un posto di lavoro.
> di aver scoperto sulla sua pelle che questo “lavoro” consistesse nel raccogliere pomodori nei campi nella provincia di Foggia (vedi inchiesta del giornalista F. Gatti su l’Espresso)
> di essere costretto insieme a 20 ragazzi di altre nazionalità a dormire in terra in un garage circondato da filo spinato e da cani famelici.
> di lavorare 10 ore al giorno per 20 euro la settimana
> di aver mangiato pomodori e pane al prezzo di 5 euro portando di fatto la paga a 15 euro la settimana
> di aver scoperto che non si trattasse di un lavoro ma di schiavitù
> di aver visto portare via da quei criminali le donne
> di sospettare cosa le avrebbero fatto
> di essere fuggito con un suo amico dopo un mese in quelle condizioni inumane.

Sempre quel ragazzo poi ti racconta:
> di aver trovato ora un lavoro dignitoso
> di aver trovato un appartamento piccolo ma accogliente
> di essersi comprato una bicicletta per andare in giro con suoi amici
> di avere ora molti amici italiani
> di reputare gli italiani un popolo non razzista
> di sentirsi integrato

Nello scompartimento di quell’ Intercity era seduto anche un ragazzo senegalese che non conosceva una parola né di italiano né di inglese (francese sì, ma io no!) con cui abbiamo comunicato con gesti.
Che non si trattasse di un Intercity, ma di un Internation?

Barca campiòn de futbol(in)!!!!

maggio 28th, 2009

Barcellona champions leage futbolin
Foto panoramica dello Stadio Olimpico di Roma in occasione della finale di Champions League Barcellona vs Manchester United

Barcellona finale champions league Roma 27 maggio 2009 messi eto’o
Goooolllll!!! Raddoppio del Barcellona. Splendido cross di Xavi, Messi insacca di testa con un pallonetto chirurgico sul secondo palo. 2 a 0.

Le Iene ridens e brille?

maggio 10th, 2009

vinitaly 2009 Le Iene alcool test

Fermati dopo il VinItaly dalla troupe delle Iene abbiamo superato indenni l’alcool test!!!
Dubbi? No, abbiamo bevuto con misura. (ma quale misura? Ndr)
Sembra impossibile dopo aver vagato una giornata intera fra decine di padiglioni, centinaia di cantine, consorzi etc, migliaia di bottiglie. Non oso immaginare in numero di bicchieri.
Anche alla luce dei test effettuati (tutti superati!!!!) dalle Iene ad alcune persone vicino rimangono dubbi sull’attendibilità del test.