Cuba libre?
luglio 16th, 2010Ogni tanto il lavoro nobilita. Ho avuto la possibilità per lavoro di trascorrere alcuni giorni con una delegazione cubana in visita in Italia.
Nonostante il gap linguistico abbiamo parlato, con il sorriso sulle labbra, di tutto: lavoro (tocca…), agricoltura, Italia, calcio (tifavano Argentina ai campionati del mondo), cibo italiano (non sono buongustai), fiori (sono rimasti stupiti dalle moltitudine di colori dei fiori italiani…), birra, ma dpo un po’ tornavano a parlare sempre di donne
Ma io volevo farmi raccontare Cuba, così li stuzzicavo con domande sulla sua storia, la rivoluzione, il sistema scolastico, il sistema sanitario, l’economia, lo sport (ho commosso il buon Pedro citando a memoria i 2,45 mt saltati dal primatista mondiale di salto in alto Sotomayor), musica, cinema di animazione, ma dopo un po’ tornavano a parlare sempre di donne
Il riassunto: Cuba è un paese del terzo mondo a livello economico, del primo per sanità e sistema scolastico.
Cuba vive con la spada di Damocle dell’embargo degli Usa e con la speranza (fino ad ora delusa) che Obama cambi la situazione.
Mi ha raccontato inoltre di sabotaggi batteriologici alle coltivazioni e di attentati terroristici in cui mori anche un italiano subiti da Cuba e di come l’embargo abbia ripercussioni anche sul turismo: ogni nave che sbarca a Cuba non può attraccare per 5 anni in un porto Usa. Incredibile.
Arrivato l’ultimo giorno della loro visita, non resisto, devo fare una domanda politicamente scorretta: “Pedro, non ti piacerebbe ci fossero più partiti a Cuba?”
La sua risposta non si lascia attendere, anzi: “I politici, le classi dirigenti curano i loro interessi non gli interessi del popolo, che cosa cambia sceglierne uno o l’altro?”
Ripenso all’Italia. Ai politici italiani… “Parliamo di donne, Pedro?!?!??”








